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il cannocchiale. Siamo tutti specialmente uguali.
vita familiare
3 febbraio 2010
NELLA BUONA E NELLA CATTIVA SORTE
Interno notte. Camera da letto padronale

Notte fonda. Lei dorme beatamente. Lui si alza e comincia a stropicciare una busta, al buio, alla ricerca di qualcosa.

Lei:”mphhhh!!”
Lui: “scusa amore, ma ho un gran mal di testa”
Lei:”mphhhh!!!”
Lui:”scusa, sto cercando i moment, non resisto più”
Lei:”mphhh!! È questoho sstropiccìo che mi fa impah…azzire, basta!”
Lui:”ma io sto male! Non dovevamo dividere tutto, nella buona e nella cattiva sorte?!”
Lei:”si, ma non adesso”

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sentimenti
19 gennaio 2010
Sarà che Facebook
Sarà che i 40 non sono più così lontani. Sarà che mi sono resa conto che non ci è voluto troppo tempo per arrivare fin qui, che il tempo passato scorre sempre al doppio della velocità di quello futuro.

Sarà che i farò e i dirò si sono persi nell’aria, come i buoni propositi, i “da grande voglio essere”.
Sarà che ciò che ho lasciato sulla strada è andato, perso, volatilizzato, insieme alle mie buone intenzioni.

Sarà che mi sono accorta di aver smesso di sognare e mi sono arrabbiata, perché ero solita dire agli adulti che erano aridi perché avevano perso la capacità di sognare. E quindi adesso sono arida anch’io.

Sarà per questo e tanto altro che stanotte ho sognato di essere punita per non aver coltivato l’amicizia con le persone importanti, e che oggi ho contattato il Gianca, che non vedo da dieci anni e che fa parte della mia vita,un piccolo pezzettino di ciò che sono adesso.

E il Gianca, da bravo filosofo mi ha ricordato che di pigrizia e rancore, dopo, non resterà nulla, e che un solo amico perso è un legame spezzato con una parte di sé.

Sarà questo, e tanto altro, che comincio a pensare che forse, Facebook, non è solo male e invasione e mancanza di privacy.

Ho ancora bisogno di tempo, però.

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vita familiare
17 gennaio 2010
LA FAMIGLIA

Lei e i suoi genitori vivono a 15 minuti di distanza. Si sentono (quasi) tutti i giorni (nonostante i di Lei tentativi di spiegare che non è necessario, che se per un paio di giorni non si sentono si vogliono bene lo stesso). Dopo l’operazione di Lei-Papà che ha visto coinvolta la famiglia tutta con relativa presenza costante e a staffetta in ospedale, Lei-Papà è tornato a casa. L’operazione gli ha dato un’ottima ragione per chiedere la presenza costante e a staffetta anche a casa. Richiesta inascoltata, non foss’altro che le figlie hanno anche altro da fare (casa, famiglia, figli, lavoro. Cose così) ed il Papà ha riacquistato pienamente tutte le sue capacità. Insomma, sta bene.

 
Lei al telefono: Mamma, oggi non riesco a passare.
Mamma: mhh, vabbè, Papà sperava lo passassi a trovare. Chiamalo,và.
 
Lei al telefono: ciao Papà, come stai?
Papà: bene (nonostante nè tu nè le tue sorelle siate presenti durante tutta la giornata, nonostante non facciate esattamente quello che dico io quando lo dico io). Ti passo Mamma?
 
Lei al telefono: Papà come va, hai una bella voce oggi!
Papà: eh, si. Tutti cò stà storia che ho una bella voce (invece di chiederlo a telefono, dovresti essere qui a tenermi la mano, sfogliarmi il giornale e versarmi dell'acqua quando ho sete. Il fatto che io sia fisicamente abile e potenzialmente autonomo, non significa che debba esserlo). Ti passo Mamma.
 
Lei al telefono: Ciao Papà, ma perché non mi chiami mai?
Papà: perché ho paura di disturbare (perché io sono il padre-patriarca e dovreste essere voi, figlie ingrate, assenti e noncuranti a telefonare, anzi, ad essere presenti sempre. Anche a turno, ma sempre). Ti passo Mamma.
 
Lei vis à vis: Mamma, perché Papà ha il muso?
Mamma: figlia, tuo padre ha sempre il muso. Quello di oggi è perché non lo chiami mai.
Lei: e per "mai" intendi due volte al giorno tutti i giorni.
Mamma: eh.

 


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vita familiare
7 gennaio 2010
Allora buon anno, neh

Và così. Va che il 2009 è iniziato bene, con Lui e Lei che si sono sposati e hanno fatto festa per una settimana con amici e parenti anche quelli che non vedevano da tempo e che bello.
 
Va che poi sono andati alle Maldive per due settimana, quelle isole lì che pare tra cent’anni saranno sommerse, ma tanto noi non cisaremo, no?! Peccato che dopo aver visto le Maldive niente è più come prima,altro che Costa Crociere. Un pianto, anche se Lui e Lei vivono in un bel posto e in una bella casa, ogni mattina al risveglio pensano con rim(pianto) al caldosole mare piedi scalzi pesce alla griglia sabbia bianca e fresca e partite di beach volley.
 
E poi, dopo tanto godere piacere, arrivano le mazzate. Lui dice che è normale, che la felicità è una lunga strada spianata alla fine della quale c’è un palazzo, e dietro al palazzo c’è un omino nascosto che, bam!,appena cerchi di svoltare l’angolo ti dà una mazzata sulla testa. E’ sempre lì,sto tizio, non si stanca mai di aspettare, ‘taccisua.
 
E poi Lui e Lei sono rimasti incinti ma non hanno superato il primo trimestre, e tutti e due sono rimasti sfracagnati dall’evento.
 
E poi, perché le Maldive erano troppo che felicità e all’omino una mazzata sola, benché intensa, non è bastata, il papà e la mamma di Lui hanno dovuto farsi il tagliando agli occhi e ancora oggi li devono revisionare altrimenti vanno a fracassarsi contro gli spigoli, e al papà di Lei hanno tolto un pezzo di intestino e perché no, ci troviamo, anche un pezzetto di colon così facciam le cose per bene.
 
E sò soddisfazioni, queste. 



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sentimenti
14 dicembre 2009
EBENEZER SCROOGE DOCET

Quest’anno ho deciso, basta rimuginarci sopra.
Quest’anno faccio opposizione al Natale. Quindi che faccio?Niente, proprio niente.
Niente decorazioni, niente albero, niente lucine, niente neve finta alle finestre, niente buon natale alla porta, niente. Che poi devoripulire tutto. No, no, basta.
 
Eh no, stavolta non ci casco. Sono anni che mi dico che devo smetterla di avere altissime aspettative, anni che cerco di convincermi che, se decoro a festa la casa, lo spirito del Natale si impossesserà di me rendendo le feste allegre e piacevoli, e allora diventerà un momento in cui si condivide la gioia di stare insieme. Basta dirmi palle, tanto non si avvera mai, e io ci resto male.
 
Una volta ammesso ad alta voce, mi sono liberata di un peso.

Ho finalmente ammesso a me stessa che del Natale non me ne frega niente, l’unica cosa un po’ triste è che non so dove mettere i regali(ni). Bah. Metteròun paio di decorazioni nello studio, e la solita cesta.
 
Di più non dimandate.


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6 dicembre 2009
LUI, LEI, L'ALTRO

Lui e Lei hanno cominciato a pensare ad un figlio, ma hanno deciso che non deve diventare un’ossessione.
Lui e Lei hanno fatto della frase se viene è bene, se non viene non è una tragedia un motto, decisi a non intestardirsi.
Quando Lui e Lei hanno scoperto di essere incinti, hanno vagato per casa per l’intera giornata, euforici e terrorizzati allo stesso tempo, passeggiando nevroticamente e chiedendosi se fossero le persone giuste per crescere un bambino.
 
Le settimane sono trascorse tra domande, dubbi ed incertezze:
sapremo essere pazienti e tolleranti?
saremo in grado di insegnare la differenza tra il bene ed il male?
 
E poi hanno capito che con un bambino potevano, almeno per un po’, smettere di sognare le Maldive
smettere di utilizzare la stanza in più come stanza degli armadi/degli ospiti
smettere di fumare in ogni stanza della casa
smettere di mangiare prosciutto crudo, tiramisù e profiteroles (almeno Lei)
 
e non è che venga automatico smettere di fare le cose a cui si è abituati. Ci si pensa su, e ci si dice che è per la creatura, che è un sacrificio che bisogna fare
e allora giù di nuovo con
 
sapremo essere buoni genitori?
sapremo smetterla di essere egoisti?
 
Domande, dubbi, incertezze.
Spazzati via in poche ore, scomparsi insieme alla creatura di 11 settimane che ha deciso di non essere ancora pronta.
Adesso Lui e Lei sanno che potranno essere buoni genitori, perché dei cattivi genitori non avrebbero sofferto così.
E hanno anche capito quanto vale la vita, ogni singola vita.
Perché sembra facile venire al mondo, ma non lo è.



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vita familiare
27 novembre 2009
IRONIA O CONSAPEVOLEZZA?
Interno giorno 
Personaggi: Lui – Lei – Sorella Piccola – nanofigliosorellapiccola

Sorella: nano, se ti arrampichi lassù rischi di cadere di nuovo
Lei: si è arrampicato
Nano: ehiaiiiiiii
Lei: ecco, sta per cadere. Ecco, è caduto.
Sorella: nano amore mio, ma non puoi continuare a cascare ripetutamente! Probabile che più di una testata al giorno non sia salutare…
Lui: eh ma noi maschi le testate le dobbiamo prendere, altrimenti come facciamo a diventare deficienti?

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23 novembre 2009
LEI CONTRO LEI

Vabbene che uno dei miei sogni ricorrenti è che non trovo il numero della camera d’albergo nel quale soggiorno.

Vabbene che stanotte ho sognato che mancava il terzo piano al quale corrispondeva, ovviamente, la mia stanza.

Ma non credo vada bene che alla mia richiesta d’aiuto nella ricerca della stanza, la signorina che lavora nell’albergo mi dica (parole testuali) “annamo bene, un’altra che s’è svegliata intelligente stamattina! Le 300 a destra, le 400 a sinistra, facile no?”.

Come a dire che io stessa, o qualche recondita parte di me che si diverte a sfottermi, ho insultato la mia intelligenza (di cui, al momento, dubito) in un momento in cui non potevo reagire.

Stronza, vigliacca e debole. E pure scema. Quattro in uno, l'offerta è valida fino al 30.11.2009


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vita familiare
17 novembre 2009
BACI E SCHIAFFI

In macchina verso una nuova avventura. Destinazione farmacia, a meno di un chilometro da casa.

In macchina perché è d’uopo allungarsi al bar per cappuccino e cornetto, o cioccolata calda e tramezzino e bomba alla crema. Dipende dall’orario e dall’umore.

 

Comunque.

Durante il tragitto scorgono l’omino che in farmacia ci lavora.

 

Lei:”certo che brutto è brutto, porello. S’aggiustasse i capelli, almeno”

Magrolino e oscillante in avanti, sguardo da pesciotto lesso nella migliore delle occasioni, con lenti spesse e capigliatura rada e spettinata.

Sorella:”eh. Lo salverebbe addirittura il riportino, senti”

Lei:” ma anche calvo starebbe meglio di così”

Silenzio

Sorella:”certo, non si può proprio dire che sia stato baciato dalla fortuna. Piuttosto (pausa) direi che è stato schiaffeggiato dalla malasorte”.

 

Lei rallenta, scala in seconda, accosta, si ferma. E comincia a rotolarsi dalle risate nell’angusto abitacolo della Jeep.


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DIARI
13 novembre 2009
LA FEBBRE MAIALA

Lei ultimamente si è un po’ preoccupata per l’influenza suina (o febbre maiala). Ha pensato che morire per un virus con questo nome potesse non essere dignitoso.

 

Poi ha scoperto, approfondendo il discorso, che in realtà non è un’influenza pericolosa se non per coloro che già soffrono di gravissime patologie.

 

Ed ecco la conferma.


In ospedale: il vaccino (gratis) per il virus H1N1 è disponibile SOLO per gli ultra 65 anni con gravi patologie.

 

In farmacia: il vaccino (a pagamento) è disponibile in questa farmacia.

 

Lei non è un genio, però a fare un ragionamento basilare ci arriva: se lo paghi lo fai, indipendentemente da età e patologia.

Se lo vuoi gratis, devi essere vecchio e malato.

 

Ergo, ci stanno prendendo letteralmente per i fondelli.

 

P.S.

Lei ha trascorso gli ultimi 10 giorni in compagnia di raffreddore, tosse e febbre maiala. E’ viva e vegeta, a parte la voce che ogni tanto scompare, il che non dispiace poi così tanto a chi le sta intorno.

LAVORO
3 novembre 2009
E PER IL CAPO HIP HIP URRA'

E’ cominciato l’inverno
Fa freddo ed il sole non riscalda tanto da potersi rotolare nell’erba se non soffocando in ingombranti cappucci di felpe e piumini e sciarpe di lana.
 
Premesso questo, come ogni anno in questo periodo Lei si è rinchiusa in casa aspettando che arrivi la consapevolezza di non poter trascorrere i restanti 5 mesi nel calduccio del proprio nido a meno che nonvoglia abbrutirsi definitivamente.
 
Ma stavolta la soluzione è arrivata prima che cominciasse l’abbrutimento. Ha finalmente preso corpo un progetto a cui pensava da tanto. Dopo anni di sottomissione a capi dispotici, a mobbing più o meno sottile ed alla convinzione che la pazienza è la virtù dei morti, Lei ha deciso di mettersi in proprio insieme a due colleghe la cui sanità mentale è ancora da comprovare.
 
Fatica e sudore sono alla base della realizzazione del suddetto progetto, e la collaborazione con le due compagne di avventura si sta rivelando più faticosa, divertente e surreale di quanto le tre pensassero.
 
Ma la soddisfazione dell’auto-cazziarsi quando qualcosa non va, la consapevolezza che non esiste altro responsabile al di fuori di sé stessi, in questo caso, non ha prezzo.
 
Quindi che Dio gliela mandi buona, e che l’inverno possa portare buone e propizie e feconde e lucrose nuove.
 
Il progetto si chiama www.librisulibri.it, ed un vostro parere al riguardo sarebbe più che gradito, parola di scout!
 
P.S.
Indovinello: sono in tre. Lei qual è?


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sentimenti
23 ottobre 2009
L'ATTESA DI UNA DONNA

Ogni volta che Lui sta per partire il lato infido ed oscuro di Lei si prepara a godersi le sue abitudini e le sue manie senza interferenza alcuna.

 

Si gode il pensiero del divano tutto per sé, della totale e completa e non schizofrenica gestione del telecomando, del lettone in cui nessuno tira le coperte o russa perché ha tre cuscini sotto il collo.

 

Si gode il pensiero che se non ha fame non mangia, che non deve pensare alla cena, che ha la metà delle lavatrici da fare.

 

Si gode il pensiero che i piatti sporchi non galleggeranno nel lavandino ma saranno regolarmente ed ordinatamente inseriti nella lavastoviglie.

 

Ma la goduria dura poco, perché non appena il consorte si allontana salutando, la casa si trasforma.

 

Il divano diventa troppo vuoto e troppo grande, e a Lei mancano le gambe di Lui incrociate nelle sue, i battibecchi e le battute sulla gestione schizofrenica del telecomando, ed il lettone diventa uno spazio freddo in cui manca terribilmente un corpo a cui accucciarsi.

 

Quando arriva il momento della cena, Lei si imbestialisce perché non ci ha pensato, e deve accontentarsi di un panino, e poi pensa che senza i panni di lui non può lavare le sue cose perché non riempiono neanche metà della lavatrice.

 

E nell’infilare un misero piatto e due stupide posate nella lavastoviglie, una lacrimuccia bagna una guancia e solo il pensiero del ritorno di Lui la conforta.

 

E allora comincia a godersi l’idea del fine settimana, quando Lui ricomincerà ad interferire con le sue abitudini ed insopportabili manie.


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vita familiare
16 ottobre 2009
IO DONNA PARLARE CANE

Quando Lui non c’è, ed in questo periodo non c’è per tutta la settimana, Lei veicola tutte le sue energie e le chiacchiere verso l’unica vittima che non può scegliere di andarsene (o sia, potrebbe, ma chi glielo fa fare?): Boogie, il piccolo pony che le hanno regalato spacciandolo per un cane.

 

Conscia del linguaggio da usare con l’animale, grazie ai lunghissimi periodi di contatto con addestratori esperti, Lei utilizza parole brevi ed imperative per dare comandi o trasmettere informazioni. A volte.

 

Ma quando Lui non c’è, dove vanno a finire le parole non dette? Nel limitato (secondo gli esperti) vocabolario del cagnaccio, che in realtà capisce ben più di quanto vogliono farmi credere.

 

Lei si mette le scarpe da passeggiata

Boogie le salta addosso e comincia ad ululare e strusciare il testone sullo stomaco (di Lei)

Cos’è giusto dire: no! Seduto! Stai!

Cosa dice Lei: aspetta, amore bello, mi metto prima le scarpe e poi usciamo, va bene?

E lui, dopo un’ululata di conferma, si allontana, si siede, e sta.

 

Camminano.

Boogie comincia a tirare il guinzaglio.

Cos’è giusto dire: stop!piede! avanti!

Cosa dice Lei: Boogie, se non la smetti m’incazzo! È possibile che dobbiamo fare sempre questo? Poi mi fai cadere!

E Boogie, per i successivi 4/5 secondi rallenta.

 

Insomma, che siano due brevi e succinte parole dette con tono imperativo oppure una scarica di frasi, sentimenti, esternazioni e spiegazioni, Boogie mi capisce.

 

Allora, dico io, perché perdere un’altra buona occasione per parlare, parlare, parlare?!


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vita familiare
4 ottobre 2009
L'IMPORTANTE E' CREDERCI
Lei è circondata
da un milione di milioni di cartelli attaccati in casa che le ricordano quale autore ha scritto cosa e quando
da minuscoli e gommosi e coloratissimi giocattoli del meraviglioso nipote
dalle sorelle che girotondano intorno al suddetto meraviglioso nipote
da un cane, geloso del suddetto e meraviglioso nipote, che richiede attenzioni come e più di un bambino geloso
da un marito inferocito per le sorti della squadra del cuore
dalle ansie reali ed inventate relative al pericolosamente prossimo esame.

In una parola, il caos.
Però Lei è una donna, e le donne possono ordinare e gestire il caos anche quando è un’impresa impossibile.
O perlomeno provarci.


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vita familiare
27 settembre 2009
EMANCIPAZIONI

Lei:”buongiorno! Amore, grazie, hai preso i cornetti! E il giornale, e Vanity Fair…grazie!”

Lui:”ecco, il caffè è pronto e anche il succo d’arancia”

Lei:”ah bene!”

Lui:”ho preso anche polpette e salsicce per il sugo di stasera”

Lei:”mhhh, ho già l’acquolina in bocca”

 

Lei:”ciao amore, allora vado al brunch con mia sorella”

Lui:”va bene, io metto su il sugo”

Lei:”ok, a più tardi, non lo so a che ora torno”

 

Lui:”va bene. E’ sabato. Io resto a casa a fare il sugo, tu esci per un brunch”

Lei:”si”

Lui:”c’è qualcosa che non va”


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CULTURA
22 settembre 2009
EGOCENTRISMO (DEL SOLSTIZIO D'AUTUNNO)
Lei è gemelli.
Secondo l’astrologia, il segno zodiacale dei Gemelli è “il puer aeternus socievole e dinamico che rifiuta l’angoscia, mente fertile e matematica. Le persone con questo segno zodiacale sono dotate di un'intelligenza brillante e di uno spirito lieve e sono in continuo movimento. Sono considerati i più curiosi, eclettici, ironici e distratti dello zodiaco, eterni bambini dall'insaziabile voracità di conoscenza".

Erano e sono del segno dei Gemelli: Dante Alighieri, Federico Garcia Lorca, Paul Gaugain, Margherita Hack, Sartre, Alberto Sordi.

Lei è mancina.
Alcune teorie vorrebbero che i mancini siano più creativi e abbiano una miglior padronanza del corpo. Queste teorie nascono probabilmente da studi effettuati sulla laterizzazione delle funzioni cerebrali negli emisferi cerebrali. Con questi studi si è constatato ad esempio che l'emisfero sinistro è sede del linguaggio e del pensiero logico, mentre l'emisfero destro è sede delle emozioni, della creatività, della percezione dello spazio, dell'immaginazione e della capacità di cogliere la realtà nel suo insieme, anziché scomporla nei diversi elementi (i mancini infatti sviluppano maggiormente l'emisfero destro e viceversa). Secondo queste teorie ai mancini, in generale, risulta più semplice pensare per immagini, invece che per concetti: l’apprendimento di un testo avviene grazie alla memoria visiva, al ricordo d’insieme della pagina, acquisendo di conseguenza una visione generale dell’argomento, piuttosto che dei singoli passaggi. Sempre secondo queste teorie i mancini sarebbero più portati per il disegno e le attività artistiche.


Erano e sono mancini:

Barack Obama, Paul Klee, Charlie Chaplin, Robert DeNiro, Harpo Marx, Maradona, Pelé, Ayrton Senna, Valentino Rossi

La conclusione, mettendo insieme i risultati della ricerca, è che una persona mancina del segno zodiacale Gemelli è brillantemente intelligente, con una mente fertile e matematica, intraprendente, ironica, curiosa, eclettica, distratta,  emotiva, creativa, con una buona memoria (visiva) e con uno spiccato senso artistico.

Un genio.
Quando Lei scoprirà il suo lato geniale allora, e solo allora, lo comunicherà ad amici e parenti. Fino a quel momento ci crederà da sola, nel buio della sua mente.


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16 settembre 2009
PRIMA O POI ARRIVA

Ci sono cose che speri non succedano mai, e che si avverano prima del previsto.

Ci sono cose a cui non pensi, e quando arrivano ti dici “lo sapevo che prima o poi”

 

Lei:”amore? Ci sono cose di me che ti danno fastidio?”

Lui:”non mi viene in mente niente”

 

Lei:”amore, se faccio così t’incazzi?”

Lei:”no, penso che sei scema ma non m’incazzo”

 

Lei:”amore, ti da fastidio quando parlo durante le partite?”

Lui:”si,se lo facessi. Ma non lo fai”

 

Bene. Quindi non c’è niente di Lei che a Lui dia particolarmente fastidio.

In auto, guida Lei. Manovra con la Jeep su una parte di giardino (incolto e selvaggio)

Lui:”ti odio quando fai così”

Lei:”così come?”

Lui:”quando passi sull’erba”

Lei:”mph!”

Lui:”vabbè, ti odio per modo di dire”

Lei:”mph!”

Lui:”cioè, ti odio in modo affettuoso”

Lei:”vabbè vabbè”

Lui:”ma ti sei offesa?”

Lei: mhhno, no. Tanto lo sapevo che prima o poi succedeva”


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vita familiare
7 settembre 2009
QUESTIONE DI VIRGOLE

Lei: “Pronto? Amore? Sei ancora in giro? Ah bene, senti mi compri L’Unità, 2 eh? Si si 2, grazie”

Sorella di Lei:”gli hai detto di comprarne due copie?”

Lei:” si, si, tranquilla”

 

Lui:” sentite ma…io ho comprato l’Unità però…”

Lei”: ma ne dovevi comprare due! Te l’ho chiesto esplicitamente…2 copie!”

Lui:” eh no, mia cara, tu hai detto mi compri l’Unità 2?”

Lei:” no, io ho detto mi compri l’Unità virgola 2

Lui:” no no, niente virgola, hai detto mi compri l’Unità 2, e io, nel dubbio, ho chiesto al giornalaio se esistesse l’Unità 2, ma lui mi ha guardato in modo strano…”

 

Lei e sorella di Lei piegate sul tavolo a cercare di reprimere le risate

 

Lui:”aho, ribadisco che la virgola non c’era”

Lei:” vabbè vabbè…non ci siamo capiti…”

 

Sorella di Lei:” comunque, se domani passi dal giornalaio mi compri l’Unità 3, per favore?!”

Lui, borbottando dall’altra stanza:”non me ne bastava una, di stronza…”

sentimenti
6 settembre 2009
Ancora tanta STRADA da fare...

Io non ho mai cacciato una lacrima alla morte di persone famose. Le riservo a coloro che ho amato sul serio e che hanno fatto parte della mia vita. Non ho pianto nemmeno per Massimo (Troisi).

 

Per Teresa, però, si.

Perché Teresa è una di quelle persone che fanno tutto ciò che vorresti fare, e che non fai. Che dicono ciò che c’è da dire, e che non dici. Che si battono per battaglie che vorresti combattere, mentre seduto sul divano critichi questo sporco e brutto mondo, e poi cambi canale.

 

La morte di Teresa è una voragine buia e profonda, un vuoto che no, non si può colmare.

E le lacrime scendono, sorprendentemente, commosse e salate, mentre penso che, accidenti, se n’è andata.


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DIARI
1 settembre 2009
COSI', D'EMBLEE

Lei ha letto, durante una tradizionale colazione all’italiana con caffè e cornetto e succo d’arancia e dunque nella migliore predisposizione ad affrontare la giornata, che invece di lamentarsi del tanto temuto ritorno alla vita quotidiana dopo le vacanze, sarebbe opportuno farsi una domanda:

 

E se non potessimo più riprendere quella vita di cui ci lamentiamo e dovessimo per forza costruirne un’altra, così, d’emblée?

 

Tra un sorso di caffè ed un morso al cornetto, Lei se lo è domandato, ed è stata di felice di scoprire che no, non vorrebbe un’altra vita, che sì, nonostante gli scazzi mazzi e cazzi della vita quotidiana, quella che si è scelta è la migliore tra le vite possibili. Per adesso.


Se, al contrario, la risposta dovesse essere:"magari potessi cambiare completamente vita", allora è tempo di cambiare qualcosina...

 



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sentimenti
30 agosto 2009
UBI MAIOR, MINOR CESSAT

Lei:” ti confesso che in questi tre giorni di tua assenza mi sono accorta di come sto bene quando ci sei. Mi sento protetta, avvolta, coccolata…”

Lui:” un po’ come Pizarro e la Roma”

Lei:”cioè?”

Lui:”e cioè…quando non gioca Pizarro allora sì che se ne sente la mancanza e lo si apprezza di più”


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25 agosto 2009
LA LAVASTOVIGLIE, QUESTA SCONOSCIUTA

La lotta è impari e tra i due chi ha la meglio è sempre lei, la lavastoviglie. Meraviglioso elettrodomestico che fa risparmiare acqua, tempo, fatica e salute, quasi a tutti.

Quando Lui sparecchia lo fa in modo metodico ed ordinato, peccato che si fermi al lavandino. I piatti restano ben impilati e sciacquati, le posate ben accatastate e le pentole giacciono gocciolanti ed unte in attesa di risciacquo.

Lui:”ecco. A metterli in lavastoviglie ci pensi tu, vero, lo sai che non sono capace”

Lei:”vero, faccio io và”

Lei è sempre un po’ spaventata da eventuali azzardi del marito, perché il tentativo passivo-aggressivo di far valere la sua intelligenza sistemando le stoviglie negli appositi spazi si rivela sempre una catastrofe, con pochi piatti messi storti, le pentole che urtano la pala e bloccano il funzionamento. Indi per cui, desiste. Una volta, però, Lei non è riuscita a stare zitta:

“ma io mi domando e dico, al lavoro dirigi decine di persone, coordini e gestisci piani di lavorazione ed incastri dettagli infinitesimali in modo perfetto…e non riesci a mettere due piatti in lavastoviglie?”

A quel punto, l’orgoglio maschile ha preso il sopravvento e, muto e mortificato dalla sua pigrizia, è riuscito nell’intento.

Ma è durato una sola sera.

La pigrizia regna sovrana, e chi non vuole, è proprio vero, non può.


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13 agosto 2009
SILENZIO IN RETE

E’ la settimana di ferragosto, e in giro c’è silenzio. Anche in rete c’è silenzio.

Sembra che chi scriva lo faccia più piano, sottovoce, pigiando i tasti con delicatezza per non fare rumore, le pagine dei blog non frusciano ma si appoggiano delicatamente una sull’altra. I blog sono silenziosi, discreti, al contrario dei grilli e le cicale che cantano e cicaleggiano come un inno al sole d’estate, caldo, tanto caldo.

E le parole diventano sussurri, per non disturbare le meritate vacanze, mentre sui litorali italiani i bambini gridano felici, ma gridano, correndo sulle spiagge ed alzando polveroni meno felici, le barche sfrecciano veloci e non spengono i motori vicino alla riva, le isole ed i luoghi di villeggiatura ascoltano le risate, le voci alte e le imprudenze dei turisti.

E Lui e Lei ridono, mentre le cicale si divertono e le lucertole trovano il loro posticino al sole.

E' bello sentire l'eco delle proprie risate. Cicale permettendo.




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SOCIETA'
11 agosto 2009
CI MANCAVA LO STRESS DA SUPERENALOTTO

Io non credo impazzirei con 127 milioni di Euro.

 

Se  mi chiedessero cosa farne, avrei la risposta pronta, altrochè “non so…ci devo pensare”

 

Innanzitutto sistemo la famiglia

Poi mi compro casa, terreno e sistemo il giardino e prendo altri tre o quattro cani

Poi vado in Africa e costruisco ospedali e scuole

Poi costruisco canili di “lusso”, dove i cani randagi e abbandonati vengono raccolti e trattati come pascià, gratis. Pago tutto io.

Poi attivo fondi pensionistici per tutta la famiglia

Poi adotto tre, quattro, cinque bambini

Poi ristrutturo casa e la faccio completamente ecologica

Poi compro case, le ristrutturo e se mi va le rivendo

Poi vado in Abruzzo  e cerco di capire quante persone hanno bisogno di alloggi e finanzio la costruzione

Poi, se non sono finiti i soldi, metto qualcosa da parte per vivere di rendita e poter fare tutte quelle cose che non riesco a fare perché devo lavorare per fare tutte quelle cose che non posso fare perché lavoro…


e poi dicono che si sta diffondendo lo stress da Superenalotto...



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7 agosto 2009
CASA MIA PER PICCINA CHE TU SIA

Quando Lui e Lei si sono sposati hanno deciso di fare il colpaccio e spendere una vraccata di soldi per stare due settimane alle Maldive a Marzo. Prezzo alto, altissimo, ma ne è valsa la pena.


Poi Lui e Lei hanno deciso di approfittare delle ferie di Lui a Giugno per raggiungere una coppia di amici a Minorca, e restarci almeno 10 giorni.


Poi Lui e Lei hanno raggiunto, a Luglio, parte della famiglia di Lui in Liguria per quattro giorni, e giù con altro mare e sole.


Adesso Lui e Lei, dopo un mese di andirivieni in ospedale perché Lei si è operata, hanno deciso di fermarsi per un po’, e trascorrere le vacanze di Agosto in una splendida casa in campagna, circondata da coniglietti, cani, gatti e buoni vicini, poco distanti da un paese delizioso dove si mangia bene e gli abitanti sono cordiali (quasi tutti), evitando lunghe file ai treni sulle autostrade o per i traghetti, evitando la massa confusionaria ed i ristoranti affollati di turisti.


Casa propria.




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