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il cannocchiale. Siamo tutti specialmente uguali.
2 novembre 2010
trasloco in atto



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30 ottobre 2010
MAMME E FIGLI: DICIAMOCELA TUTTA

Va bene, ragazze, è vero. Diventare mamme è robba forte, robba che non si può spiegare. E’ vero che guardando la propria creatura (aggettivo possessivo usato impropriamente. Le creature non sono nostre, SONO attraverso noi) si perde la ragione. E’ vero che si starebbe ore a guardarli scricchiolare, piangere, ridere, muoversi. E sono vere tutte quelle cose che le neo-mamme dicono quando cominciano a realizzare di avere figlio vedi è la cosa più bella del mondo oppure è un’esperienza magnifica”. 

Tutto vero. 

Però, ragazze, dài,diciamoci la verità, e diciamola per bene: avere un figlio non è una passeggiata di salute, ed il primo mese è probabilmente solo un’avvisaglia della tempesta che si scatenerà gradualmente, negli anni, fino ad arrivare alla temutissima fase adolescenziale. Fase da cui non tutti i genitori escono indenni. E neanche tutti gli adolescenti, nevvero.

Subito dopo il parto, la mamma è talmente rintontita e sotto effetto anestetico che il mondo sembra una bolla di sapone in cui i rumori sono attutiti ed il pianto dei bambini la filastrocca di una ninna nanna.

I bambini, in ospedale, sono tutti perfetti. Dormono molto e piangono poco (effetto post-anestesia?). In caso di parto cesareo, è facile scoprire di avere un ottimo rapporto con la morfina. 

Quando la mamma è stanca, l’infermiera riporta il bebè nella nursery. In alcuni ospedali mamma e figlio si vedono solo per lapoppata, e nell’intervallo la mamma dorme, intrattiene i parenti e ringrazia per i doni. Un po’ come ad una festa, solo che ogni tanto ci si appisola.

Il giorno delle dimissioni, può succedere che l’infermiera della nursery dica, sorridente ed affabile, che vorrebbe che i bimbi fossero tutti così, per quanto è buono. E la puerpera, felice come una pasqua, sorride gongolando e pensando che lo sapeva! Che suo figlio sarebbe stato bravo e bello e non l’avrebbe fatta stancare poi così tanto.

Ma basta un cenno,ragazze mie, e si scatena l’inferno.

Basta entrare in casa per scoprire che tutto ciò che è successo da quando la meraviglia è nata, fino a quel momento esatto, era una pura, sfuggevole ed ingannevole illusione.

La nanna, l’allattamento, gli orari. Parole semplici fino a quando bisogna metterle in pratica.


Ma il mio tempo è scaduto: la più temibile dei capi reclamala tetta, e non c’è sindacato che tenga…

 


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DIARI
14 settembre 2010
Perché i figli li fanno le femmine

La natura è grande.
Adesso ho capito perché i figli li fanno le femmine e non i masculi. In breve, per assicurare la sopravvivenza della specie. Se fossero i masculi a fare figli, la cosa andrebbe più o meno così:
 
non farebbero altro che lamentarsi di quanto stanno male, di quanto siano impossibilitati a fare alcunché perché “ma non lo vedi che sono incinto?
 
Causa bassa (quasi nulla) tolleranza al dolore, e privati di qualsiasi medicina, soffocherebbero la partner con discorsi ed atteggiamenti vittimistici tanto da indurre al semi-esaurimento nervoso.
 
Causa restrizioni dietetiche non farebbero che piangersi addosso e auto incensarsi per la loro meravigliosa, ma faticosissima, capacitàdi rinuncia, che graverebbe inevitabilmente sulla psiche della compagna per portarla all'esaurimento completo.
 
Considerata la totale intolleranza al dolore (diciamolo, su),opterebbero tutti, e sempre, per il parto cesareo, perché proprio non si capisce perché debbano soffrire quando c’è l’alternativa.
 
I bambini nascerebbero lo stesso, ma sarebbero tutti figli di genitori separati.


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DIARI
25 agosto 2010
33 settimane e 4 giorni

33 settimane e 4 giorni
Tra 10 giorni entro ufficialmente nel nono mese.
 
Quindi.
 
Buffo realizzare che io, impietosa irrequieta intollerante impaziente, con il colesterolo alle stelle e poco ferro nel sangue, privata delle leccornie gastronomiche che mi risollevano lo spirito e l’umore, con una pancia che pesa e impedisce i più banali movimenti, costretta a chiedere aiuto anche per cambiare l’acqua al cane, mi stia innamorando di qualcuno che non conosco e che non ho neanche mai visto.
 
Qualcuno che mi riempie di calci, che mi impedisce dimuovermi come vorrei, che mi obbliga alla posizione lateral-orizzontale per molto più tempo di quanto vorrei, che mi fa svegliare al mattino come se avessi lavorato tutta notte; la cui formazione implica un lavorìo degli ormoni che mi hanno trasformato in una iena incazzosa, un orso asociale e rancoroso. Moltopiù di prima (ed evitiamo battute).
 
Una ormonica depressione pre-parto, per dirla in poche parole.
 
L’unica persona di cui mi sono veramente innamorata, alla tenera età di 30 anni, è stato l’uomo che ho sposato. Che però conoscevo,vedevo, della cui presenza godevo i benefici.
 
Si sta diffondendo l’usanza, tra le donne giovani e meno giovani (tra cui mi infilo neanche di soppiatto), di sviscerare le reali emozioni della gravidanza. Era ora.
 
Non so chi abbia cominciato, qualche secolo fa, a dire chela gravidanza è l’esperienza più dolce che una donna possa vivere. Dubbi paure e sofferenza fisica accompagnano quella dolcezza che si insinua nella fatica di agire. Ma l’amore per quella cosina che cresce aumenta e commuove ogni giorno di più, ed è questa la meraviglia della gravidanza.
 
Ma se le donne incinte ricordassero dolori e malumori di parto e gravidanza, tenderebbero ad esaltare meno la genitorialità e combatterebbero strenuamente il ticchettìo dell’orologio biologico che, però,per fortuna che c’è. 


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DIARI
29 giugno 2010
DI STATI DI GRAZIA, COMARI E POLPETTE

Stato di grazia la chiamano la gravidanza. Eppure vi dirò,di grazia in questo periodo ne ho proprio poca.
 
Si comincia con l’entusiasmo della scoperta (quando c’è), con l’orgoglio di essere riusciti a far accoppiare quell’ovulo con quello spermatozoo bastardo che solo uno su non so quanti miliardi ce la fa. E il nostro ce l’ha fatta, è arrivato fino all’ovuletto che, per fortuna, si è fatto trovare pronto.
 
E quindi seno gonfio innanzitutto, che per chi come me non è che ne abbia grande esperienza, è un bel momento. Non fosse che il tutto è seguito da nausea, vomito, vampate di calore, mal di testa e principio di insonnia (non a tutte, ragazze, non a tutte. A me si).
 
E poi le comari che ti avvisano che prima dei tre mesi sei a rischio, e prima dei tre mesi non dire niente a nessuno, e prima dei tre mesi non ci mettere il pensiero. La prima volta non le ho ascoltate, e hanno avuto ragione. Stavolta, l’ho detto che quasi quasi mia figlia sta per nascere…
Ma, per i primi tre mesi, vuoi mettere l’ansia?
 
Ricapitolando: orgoglio-seno VS nausee-ansia. Più o meno pari. Al primo trimestre.
 
Al secondo, che corrisponde al 4e5e6° mese, le cose migliorano: le tette…belle! Il miglior progetto di un bravo chirurgo plastico. Uno pensa si, ma gratis, e invece no! Perché il prezzo da pagare è la pancia che cresce e cresce e cresce, e l’utero si ingrossa e duole, e la vescica viene schiacciata e la dipendenza con il bagno è degna delle migliori cliniche che liberaci dalla dipendenza.
 
Tutto questo vuol dire, però però, che c’è qualcuno in quell’utero bistrattato, c’è una cosina piccola che adesso non è più così piccola e neanche innocua, perché calci e pugni ti avvertono della sua presenza, e mena come un fabbro ogni volta che si sveglia, ma se non mena perché non mena? è tutto a posto? E poi giù di nuovo con i cazzotti e le gomitate che questa a tre anni la iscrivo a rugby o a kickboxing.
 
E con un pancione così, una quinta di reggiseno che se non sei abituata (e io NON LO SONO) pesa, che non ti puoi più piegare, che dormi a tratti (ah! la natura.Ti abitua da subito a dormire poco e male, neh?) e con un cuscino tra le gambe e uno sotto la pancia che ogni volta che ti muovi ti chiedi chi è tutta quella gente che ti sta addosso, e insomma, non sono proprio “graziosa”, al momento. E non mi muovo con “grazia”.
 
Ma le comari mi hanno avvertito: il peggio deve ancora arrivare. Vedrai con il caldo…
E mio marito, sorridendo, mi ha dato del Buddha. Così hadetto: da modella a Buddha.
 
Eppure, lì dentro c’è lei, la mia polpettina, la mia futura guerriera, la bimbetta che mi farà uscire pazza e non mi farà dormire e a cui dovrò rendere conto di ogni minuto della mia giornata.
E chi se ne frega del resto, io non vedo l’ora di guardarla negli occhi e dirle che adesso ci siamo noi.
 
E che le comari comareggino pure…


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17 giugno 2010
La dolce attesa

Io ho giocato a tennis fino al nono mese (secondo te, ci credo?)
 
Io all’ottavo mese spostavo i mobili (perché?).
 
Io, il mio travaglio è durato 15 minuti. Non me ne sono neanche accorta (effetto purga?).
 
Io ho lavorato fino all’ottavo mese, e avevo due gemelli (mica come te che puah, ne hai solo uno).
 
Tutte fenomeni, dopo.


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17 maggio 2010
Facebook VS blog

Lo sapevo che Facebook mi avrebbe rubato l’anima, lo sapevo che avrei trascurato il blog, riflessivo e riposante, per il nevrotico e istantaneo scambio di battute e non superare i 240 caratteri sennò ti punisce.
 
Adesso però mi chiedo dove vanno a finire tutte le cose che penso e che non dico ché sono troppe, tutti quei pensieri che si alternano e sovrappongono e si annodano che se non li scrivi diventano una palude dalla quale poi è difficile uscire.
 
Con una gamba nel fango e l’altra fuori, ho deciso diuscirne ricominciare a metterli in ordine.
Devo solo decidere da che parte ricominciare.
 
Il bello è che io amo ricominciare.


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DIARI
6 marzo 2010
COUNTRY LIFE, LA VITA IN CAMPAGNA

Da quando Lei vive in campagna, la domanda ricorrente di chi ancora si trascina stancamente in città, illudendosi di vivere (questa è polemica) è: “ma che fai tutto il giorno?”.
 
Le prime 87 volte, Lei ha risposto dettagliatamente:”lavoro,studio, dormo, mangio, faccio la spesa, porto il cane, esco per un brunch, vado a cena fuori, al cinema…”
Dopodiché qualcosa è scattato nella allegra e mai ferma di Lei testa. Allorché, alla 88esima volta in cui l’88esima persona ha posto lastessa domanda di cui sopra, Lei ha orgogliosamente risposto: “esattamente quello che fai tu, ma con calma. Senza traffico, senza smog e senza stress”.
 
Chissà perché, da allora la domanda non viene più posta da alcuno, o forse è Lei che non la sente. Fatto sta, ha pensato Lei, che in effetti in campagna si fanno cose, sfatando il mito della vita campagnola e sedentaria. Come in città, anche in campagna ci si stanca. In modo diverso certo, ma ci si stanca uguale. Dipende dallo stile di vita, ecco, non dal luogo in cui si vive.
 
E allora, dopo averci pensato un po’ e decisa a prendersi una pausa dalla sua non frenetica eppur stancante vita di campagna, Lei ha deciso di prendersi una pausa ed andare in vacanza per una settimana. In città.
 
E la settimana nella grande e puzzolente ma eterna metropoli è trascorsa velocemente, senza l’impegno della passeggiata di un’ora con il cane più grande del mondo due volte al giorno che ti mantiene giovane machefatica, senza l’impegno della casa e delle lavatrici che siamo solo in due ma abbiamo tanti vestiti, senza dover fare la spesa né pensare a cosa cucinare e neanche doverlo cucinare.
 
La settimana e’ trascorsa tra una colazione al bar sotto casa che però devi attraversare le rotaie del tram e i due semafori che Roma è bella, ma quanti semafori, una cena da “Oio” con tonnarelli cacio e pepe, una pizza ma alta che quella romana proprio non va giù e tanto, tanto sonno.
 
Poi è tornata alla non frenetica ma comunque stancante vita di campagna, e ha deciso che al prossimo che le chiede che cosa fa tutto il giorno risponderà con una poco elegante ma efficace testata sulle gengive. 

Uomo avvisato.


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permalink | inviato da Lei. il 6/3/2010 alle 23:48 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (8) | Versione per la stampa
sentimenti
21 febbraio 2010
UNA GAFFE AL GIORNO
Una carissima coppia di amici di Lui e Lei ha deciso di trasferirsi da Roma alla verde campagna, e senza nessuna casualità ma con intenzionalità premeditata hanno comprato casa(le) non lontano da quella di LuieLei.

Dopo mesi in cui si sono chiesti se valesse la pena abbandonare comodità e orrori cittadini, la coppia di amici ha deciso di abbandonarsi alla tranquillità dell'orto, del silenzio, del cinguettìo di uccelli veri e non di musica new age, lasciandosi alle spalle negozi, ristoranti etnici e palestre super accessoriate, ma anche quintali di smog, polveri sottili e automobilisti incazzati.

Il posto in cui si trasferiranno di qui a poco è in aperta campagna, obbligatoria l'automobile. A cinque minuti dal paese e 15 dalla stazione ferroviaria, distante circa un'ora e 15 minuti dalla città eterna.

Amico:"insomma, fare il pendolare non è così tragico, no?"
Lui: "no no, anzi. Arrivo in stazione,il parcheggio è garantito, in treno dormo e alle 9.00 sono in ufficio. Se vivessi all'Eur, ci metterei di più e con più fatica"

Amica:"ma non vi manca la città?"
Lei:"no, anzi. Vivere in un piccolo paese ti insegna a scrollarti di dosso le finte necessità e a ritrovare il tempo di vivere"

Oggi l'amico chiama:"allora, come state? è un po' che non ci sentiamo"
Lei:"oh beh, io sono stressata e depressa causa pioggia e incazzata perché circondata dalla fanga e Lui è distrutto dal pendolarismo" Pausa." Uh. Forse non era la cosa giusta da dirti..."
Amico:"Eh no, forse no".

Ed è per questa e per altre 40 milioni di gaffe già fatte e (sicuramente) da fare che quando Lui le dice di stare zitta, lei obbedisce. 


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vita familiare
3 febbraio 2010
NELLA BUONA E NELLA CATTIVA SORTE
Interno notte. Camera da letto padronale

Notte fonda. Lei dorme beatamente. Lui si alza e comincia a stropicciare una busta, al buio, alla ricerca di qualcosa.

Lei:”mphhhh!!”
Lui: “scusa amore, ma ho un gran mal di testa”
Lei:”mphhhh!!!”
Lui:”scusa, sto cercando i moment, non resisto più”
Lei:”mphhh!! È questoho sstropiccìo che mi fa impah…azzire, basta!”
Lui:”ma io sto male! Non dovevamo dividere tutto, nella buona e nella cattiva sorte?!”
Lei:”si, ma non adesso”

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sentimenti
19 gennaio 2010
Sarà che Facebook
Sarà che i 40 non sono più così lontani. Sarà che mi sono resa conto che non ci è voluto troppo tempo per arrivare fin qui, che il tempo passato scorre sempre al doppio della velocità di quello futuro.

Sarà che i farò e i dirò si sono persi nell’aria, come i buoni propositi, i “da grande voglio essere”.
Sarà che ciò che ho lasciato sulla strada è andato, perso, volatilizzato, insieme alle mie buone intenzioni.

Sarà che mi sono accorta di aver smesso di sognare e mi sono arrabbiata, perché ero solita dire agli adulti che erano aridi perché avevano perso la capacità di sognare. E quindi adesso sono arida anch’io.

Sarà per questo e tanto altro che stanotte ho sognato di essere punita per non aver coltivato l’amicizia con le persone importanti, e che oggi ho contattato il Gianca, che non vedo da dieci anni e che fa parte della mia vita,un piccolo pezzettino di ciò che sono adesso.

E il Gianca, da bravo filosofo mi ha ricordato che di pigrizia e rancore, dopo, non resterà nulla, e che un solo amico perso è un legame spezzato con una parte di sé.

Sarà questo, e tanto altro, che comincio a pensare che forse, Facebook, non è solo male e invasione e mancanza di privacy.

Ho ancora bisogno di tempo, però.

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vita familiare
17 gennaio 2010
LA FAMIGLIA

Lei e i suoi genitori vivono a 15 minuti di distanza. Si sentono (quasi) tutti i giorni (nonostante i di Lei tentativi di spiegare che non è necessario, che se per un paio di giorni non si sentono si vogliono bene lo stesso). Dopo l’operazione di Lei-Papà che ha visto coinvolta la famiglia tutta con relativa presenza costante e a staffetta in ospedale, Lei-Papà è tornato a casa. L’operazione gli ha dato un’ottima ragione per chiedere la presenza costante e a staffetta anche a casa. Richiesta inascoltata, non foss’altro che le figlie hanno anche altro da fare (casa, famiglia, figli, lavoro. Cose così) ed il Papà ha riacquistato pienamente tutte le sue capacità. Insomma, sta bene.

 
Lei al telefono: Mamma, oggi non riesco a passare.
Mamma: mhh, vabbè, Papà sperava lo passassi a trovare. Chiamalo,và.
 
Lei al telefono: ciao Papà, come stai?
Papà: bene (nonostante nè tu nè le tue sorelle siate presenti durante tutta la giornata, nonostante non facciate esattamente quello che dico io quando lo dico io). Ti passo Mamma?
 
Lei al telefono: Papà come va, hai una bella voce oggi!
Papà: eh, si. Tutti cò stà storia che ho una bella voce (invece di chiederlo a telefono, dovresti essere qui a tenermi la mano, sfogliarmi il giornale e versarmi dell'acqua quando ho sete. Il fatto che io sia fisicamente abile e potenzialmente autonomo, non significa che debba esserlo). Ti passo Mamma.
 
Lei al telefono: Ciao Papà, ma perché non mi chiami mai?
Papà: perché ho paura di disturbare (perché io sono il padre-patriarca e dovreste essere voi, figlie ingrate, assenti e noncuranti a telefonare, anzi, ad essere presenti sempre. Anche a turno, ma sempre). Ti passo Mamma.
 
Lei vis à vis: Mamma, perché Papà ha il muso?
Mamma: figlia, tuo padre ha sempre il muso. Quello di oggi è perché non lo chiami mai.
Lei: e per "mai" intendi due volte al giorno tutti i giorni.
Mamma: eh.

 


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vita familiare
7 gennaio 2010
Allora buon anno, neh

Và così. Va che il 2009 è iniziato bene, con Lui e Lei che si sono sposati e hanno fatto festa per una settimana con amici e parenti anche quelli che non vedevano da tempo e che bello.
 
Va che poi sono andati alle Maldive per due settimana, quelle isole lì che pare tra cent’anni saranno sommerse, ma tanto noi non cisaremo, no?! Peccato che dopo aver visto le Maldive niente è più come prima,altro che Costa Crociere. Un pianto, anche se Lui e Lei vivono in un bel posto e in una bella casa, ogni mattina al risveglio pensano con rim(pianto) al caldosole mare piedi scalzi pesce alla griglia sabbia bianca e fresca e partite di beach volley.
 
E poi, dopo tanto godere piacere, arrivano le mazzate. Lui dice che è normale, che la felicità è una lunga strada spianata alla fine della quale c’è un palazzo, e dietro al palazzo c’è un omino nascosto che, bam!,appena cerchi di svoltare l’angolo ti dà una mazzata sulla testa. E’ sempre lì,sto tizio, non si stanca mai di aspettare, ‘taccisua.
 
E poi Lui e Lei sono rimasti incinti ma non hanno superato il primo trimestre, e tutti e due sono rimasti sfracagnati dall’evento.
 
E poi, perché le Maldive erano troppo che felicità e all’omino una mazzata sola, benché intensa, non è bastata, il papà e la mamma di Lui hanno dovuto farsi il tagliando agli occhi e ancora oggi li devono revisionare altrimenti vanno a fracassarsi contro gli spigoli, e al papà di Lei hanno tolto un pezzo di intestino e perché no, ci troviamo, anche un pezzetto di colon così facciam le cose per bene.
 
E sò soddisfazioni, queste. 



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sentimenti
14 dicembre 2009
EBENEZER SCROOGE DOCET

Quest’anno ho deciso, basta rimuginarci sopra.
Quest’anno faccio opposizione al Natale. Quindi che faccio?Niente, proprio niente.
Niente decorazioni, niente albero, niente lucine, niente neve finta alle finestre, niente buon natale alla porta, niente. Che poi devoripulire tutto. No, no, basta.
 
Eh no, stavolta non ci casco. Sono anni che mi dico che devo smetterla di avere altissime aspettative, anni che cerco di convincermi che, se decoro a festa la casa, lo spirito del Natale si impossesserà di me rendendo le feste allegre e piacevoli, e allora diventerà un momento in cui si condivide la gioia di stare insieme. Basta dirmi palle, tanto non si avvera mai, e io ci resto male.
 
Una volta ammesso ad alta voce, mi sono liberata di un peso.

Ho finalmente ammesso a me stessa che del Natale non me ne frega niente, l’unica cosa un po’ triste è che non so dove mettere i regali(ni). Bah. Metteròun paio di decorazioni nello studio, e la solita cesta.
 
Di più non dimandate.


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6 dicembre 2009
LUI, LEI, L'ALTRO

Lui e Lei hanno cominciato a pensare ad un figlio, ma hanno deciso che non deve diventare un’ossessione.
Lui e Lei hanno fatto della frase se viene è bene, se non viene non è una tragedia un motto, decisi a non intestardirsi.
Quando Lui e Lei hanno scoperto di essere incinti, hanno vagato per casa per l’intera giornata, euforici e terrorizzati allo stesso tempo, passeggiando nevroticamente e chiedendosi se fossero le persone giuste per crescere un bambino.
 
Le settimane sono trascorse tra domande, dubbi ed incertezze:
sapremo essere pazienti e tolleranti?
saremo in grado di insegnare la differenza tra il bene ed il male?
 
E poi hanno capito che con un bambino potevano, almeno per un po’, smettere di sognare le Maldive
smettere di utilizzare la stanza in più come stanza degli armadi/degli ospiti
smettere di fumare in ogni stanza della casa
smettere di mangiare prosciutto crudo, tiramisù e profiteroles (almeno Lei)
 
e non è che venga automatico smettere di fare le cose a cui si è abituati. Ci si pensa su, e ci si dice che è per la creatura, che è un sacrificio che bisogna fare
e allora giù di nuovo con
 
sapremo essere buoni genitori?
sapremo smetterla di essere egoisti?
 
Domande, dubbi, incertezze.
Spazzati via in poche ore, scomparsi insieme alla creatura di 11 settimane che ha deciso di non essere ancora pronta.
Adesso Lui e Lei sanno che potranno essere buoni genitori, perché dei cattivi genitori non avrebbero sofferto così.
E hanno anche capito quanto vale la vita, ogni singola vita.
Perché sembra facile venire al mondo, ma non lo è.



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vita familiare
27 novembre 2009
IRONIA O CONSAPEVOLEZZA?
Interno giorno 
Personaggi: Lui – Lei – Sorella Piccola – nanofigliosorellapiccola

Sorella: nano, se ti arrampichi lassù rischi di cadere di nuovo
Lei: si è arrampicato
Nano: ehiaiiiiiii
Lei: ecco, sta per cadere. Ecco, è caduto.
Sorella: nano amore mio, ma non puoi continuare a cascare ripetutamente! Probabile che più di una testata al giorno non sia salutare…
Lui: eh ma noi maschi le testate le dobbiamo prendere, altrimenti come facciamo a diventare deficienti?

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23 novembre 2009
LEI CONTRO LEI

Vabbene che uno dei miei sogni ricorrenti è che non trovo il numero della camera d’albergo nel quale soggiorno.

Vabbene che stanotte ho sognato che mancava il terzo piano al quale corrispondeva, ovviamente, la mia stanza.

Ma non credo vada bene che alla mia richiesta d’aiuto nella ricerca della stanza, la signorina che lavora nell’albergo mi dica (parole testuali) “annamo bene, un’altra che s’è svegliata intelligente stamattina! Le 300 a destra, le 400 a sinistra, facile no?”.

Come a dire che io stessa, o qualche recondita parte di me che si diverte a sfottermi, ho insultato la mia intelligenza (di cui, al momento, dubito) in un momento in cui non potevo reagire.

Stronza, vigliacca e debole. E pure scema. Quattro in uno, l'offerta è valida fino al 30.11.2009


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vita familiare
17 novembre 2009
BACI E SCHIAFFI

In macchina verso una nuova avventura. Destinazione farmacia, a meno di un chilometro da casa.

In macchina perché è d’uopo allungarsi al bar per cappuccino e cornetto, o cioccolata calda e tramezzino e bomba alla crema. Dipende dall’orario e dall’umore.

 

Comunque.

Durante il tragitto scorgono l’omino che in farmacia ci lavora.

 

Lei:”certo che brutto è brutto, porello. S’aggiustasse i capelli, almeno”

Magrolino e oscillante in avanti, sguardo da pesciotto lesso nella migliore delle occasioni, con lenti spesse e capigliatura rada e spettinata.

Sorella:”eh. Lo salverebbe addirittura il riportino, senti”

Lei:” ma anche calvo starebbe meglio di così”

Silenzio

Sorella:”certo, non si può proprio dire che sia stato baciato dalla fortuna. Piuttosto (pausa) direi che è stato schiaffeggiato dalla malasorte”.

 

Lei rallenta, scala in seconda, accosta, si ferma. E comincia a rotolarsi dalle risate nell’angusto abitacolo della Jeep.


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DIARI
13 novembre 2009
LA FEBBRE MAIALA

Lei ultimamente si è un po’ preoccupata per l’influenza suina (o febbre maiala). Ha pensato che morire per un virus con questo nome potesse non essere dignitoso.

 

Poi ha scoperto, approfondendo il discorso, che in realtà non è un’influenza pericolosa se non per coloro che già soffrono di gravissime patologie.

 

Ed ecco la conferma.


In ospedale: il vaccino (gratis) per il virus H1N1 è disponibile SOLO per gli ultra 65 anni con gravi patologie.

 

In farmacia: il vaccino (a pagamento) è disponibile in questa farmacia.

 

Lei non è un genio, però a fare un ragionamento basilare ci arriva: se lo paghi lo fai, indipendentemente da età e patologia.

Se lo vuoi gratis, devi essere vecchio e malato.

 

Ergo, ci stanno prendendo letteralmente per i fondelli.

 

P.S.

Lei ha trascorso gli ultimi 10 giorni in compagnia di raffreddore, tosse e febbre maiala. E’ viva e vegeta, a parte la voce che ogni tanto scompare, il che non dispiace poi così tanto a chi le sta intorno.

LAVORO
3 novembre 2009
E PER IL CAPO HIP HIP URRA'

E’ cominciato l’inverno
Fa freddo ed il sole non riscalda tanto da potersi rotolare nell’erba se non soffocando in ingombranti cappucci di felpe e piumini e sciarpe di lana.
 
Premesso questo, come ogni anno in questo periodo Lei si è rinchiusa in casa aspettando che arrivi la consapevolezza di non poter trascorrere i restanti 5 mesi nel calduccio del proprio nido a meno che nonvoglia abbrutirsi definitivamente.
 
Ma stavolta la soluzione è arrivata prima che cominciasse l’abbrutimento. Ha finalmente preso corpo un progetto a cui pensava da tanto. Dopo anni di sottomissione a capi dispotici, a mobbing più o meno sottile ed alla convinzione che la pazienza è la virtù dei morti, Lei ha deciso di mettersi in proprio insieme a due colleghe la cui sanità mentale è ancora da comprovare.
 
Fatica e sudore sono alla base della realizzazione del suddetto progetto, e la collaborazione con le due compagne di avventura si sta rivelando più faticosa, divertente e surreale di quanto le tre pensassero.
 
Ma la soddisfazione dell’auto-cazziarsi quando qualcosa non va, la consapevolezza che non esiste altro responsabile al di fuori di sé stessi, in questo caso, non ha prezzo.
 
Quindi che Dio gliela mandi buona, e che l’inverno possa portare buone e propizie e feconde e lucrose nuove.
 
Il progetto si chiama www.librisulibri.it, ed un vostro parere al riguardo sarebbe più che gradito, parola di scout!
 
P.S.
Indovinello: sono in tre. Lei qual è?


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sentimenti
23 ottobre 2009
L'ATTESA DI UNA DONNA

Ogni volta che Lui sta per partire il lato infido ed oscuro di Lei si prepara a godersi le sue abitudini e le sue manie senza interferenza alcuna.

 

Si gode il pensiero del divano tutto per sé, della totale e completa e non schizofrenica gestione del telecomando, del lettone in cui nessuno tira le coperte o russa perché ha tre cuscini sotto il collo.

 

Si gode il pensiero che se non ha fame non mangia, che non deve pensare alla cena, che ha la metà delle lavatrici da fare.

 

Si gode il pensiero che i piatti sporchi non galleggeranno nel lavandino ma saranno regolarmente ed ordinatamente inseriti nella lavastoviglie.

 

Ma la goduria dura poco, perché non appena il consorte si allontana salutando, la casa si trasforma.

 

Il divano diventa troppo vuoto e troppo grande, e a Lei mancano le gambe di Lui incrociate nelle sue, i battibecchi e le battute sulla gestione schizofrenica del telecomando, ed il lettone diventa uno spazio freddo in cui manca terribilmente un corpo a cui accucciarsi.

 

Quando arriva il momento della cena, Lei si imbestialisce perché non ci ha pensato, e deve accontentarsi di un panino, e poi pensa che senza i panni di lui non può lavare le sue cose perché non riempiono neanche metà della lavatrice.

 

E nell’infilare un misero piatto e due stupide posate nella lavastoviglie, una lacrimuccia bagna una guancia e solo il pensiero del ritorno di Lui la conforta.

 

E allora comincia a godersi l’idea del fine settimana, quando Lui ricomincerà ad interferire con le sue abitudini ed insopportabili manie.


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vita familiare
16 ottobre 2009
IO DONNA PARLARE CANE

Quando Lui non c’è, ed in questo periodo non c’è per tutta la settimana, Lei veicola tutte le sue energie e le chiacchiere verso l’unica vittima che non può scegliere di andarsene (o sia, potrebbe, ma chi glielo fa fare?): Boogie, il piccolo pony che le hanno regalato spacciandolo per un cane.

 

Conscia del linguaggio da usare con l’animale, grazie ai lunghissimi periodi di contatto con addestratori esperti, Lei utilizza parole brevi ed imperative per dare comandi o trasmettere informazioni. A volte.

 

Ma quando Lui non c’è, dove vanno a finire le parole non dette? Nel limitato (secondo gli esperti) vocabolario del cagnaccio, che in realtà capisce ben più di quanto vogliono farmi credere.

 

Lei si mette le scarpe da passeggiata

Boogie le salta addosso e comincia ad ululare e strusciare il testone sullo stomaco (di Lei)

Cos’è giusto dire: no! Seduto! Stai!

Cosa dice Lei: aspetta, amore bello, mi metto prima le scarpe e poi usciamo, va bene?

E lui, dopo un’ululata di conferma, si allontana, si siede, e sta.

 

Camminano.

Boogie comincia a tirare il guinzaglio.

Cos’è giusto dire: stop!piede! avanti!

Cosa dice Lei: Boogie, se non la smetti m’incazzo! È possibile che dobbiamo fare sempre questo? Poi mi fai cadere!

E Boogie, per i successivi 4/5 secondi rallenta.

 

Insomma, che siano due brevi e succinte parole dette con tono imperativo oppure una scarica di frasi, sentimenti, esternazioni e spiegazioni, Boogie mi capisce.

 

Allora, dico io, perché perdere un’altra buona occasione per parlare, parlare, parlare?!


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vita familiare
4 ottobre 2009
L'IMPORTANTE E' CREDERCI
Lei è circondata
da un milione di milioni di cartelli attaccati in casa che le ricordano quale autore ha scritto cosa e quando
da minuscoli e gommosi e coloratissimi giocattoli del meraviglioso nipote
dalle sorelle che girotondano intorno al suddetto meraviglioso nipote
da un cane, geloso del suddetto e meraviglioso nipote, che richiede attenzioni come e più di un bambino geloso
da un marito inferocito per le sorti della squadra del cuore
dalle ansie reali ed inventate relative al pericolosamente prossimo esame.

In una parola, il caos.
Però Lei è una donna, e le donne possono ordinare e gestire il caos anche quando è un’impresa impossibile.
O perlomeno provarci.


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vita familiare
27 settembre 2009
EMANCIPAZIONI

Lei:”buongiorno! Amore, grazie, hai preso i cornetti! E il giornale, e Vanity Fair…grazie!”

Lui:”ecco, il caffè è pronto e anche il succo d’arancia”

Lei:”ah bene!”

Lui:”ho preso anche polpette e salsicce per il sugo di stasera”

Lei:”mhhh, ho già l’acquolina in bocca”

 

Lei:”ciao amore, allora vado al brunch con mia sorella”

Lui:”va bene, io metto su il sugo”

Lei:”ok, a più tardi, non lo so a che ora torno”

 

Lui:”va bene. E’ sabato. Io resto a casa a fare il sugo, tu esci per un brunch”

Lei:”si”

Lui:”c’è qualcosa che non va”


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CULTURA
22 settembre 2009
EGOCENTRISMO (DEL SOLSTIZIO D'AUTUNNO)
Lei è gemelli.
Secondo l’astrologia, il segno zodiacale dei Gemelli è “il puer aeternus socievole e dinamico che rifiuta l’angoscia, mente fertile e matematica. Le persone con questo segno zodiacale sono dotate di un'intelligenza brillante e di uno spirito lieve e sono in continuo movimento. Sono considerati i più curiosi, eclettici, ironici e distratti dello zodiaco, eterni bambini dall'insaziabile voracità di conoscenza".

Erano e sono del segno dei Gemelli: Dante Alighieri, Federico Garcia Lorca, Paul Gaugain, Margherita Hack, Sartre, Alberto Sordi.

Lei è mancina.
Alcune teorie vorrebbero che i mancini siano più creativi e abbiano una miglior padronanza del corpo. Queste teorie nascono probabilmente da studi effettuati sulla laterizzazione delle funzioni cerebrali negli emisferi cerebrali. Con questi studi si è constatato ad esempio che l'emisfero sinistro è sede del linguaggio e del pensiero logico, mentre l'emisfero destro è sede delle emozioni, della creatività, della percezione dello spazio, dell'immaginazione e della capacità di cogliere la realtà nel suo insieme, anziché scomporla nei diversi elementi (i mancini infatti sviluppano maggiormente l'emisfero destro e viceversa). Secondo queste teorie ai mancini, in generale, risulta più semplice pensare per immagini, invece che per concetti: l’apprendimento di un testo avviene grazie alla memoria visiva, al ricordo d’insieme della pagina, acquisendo di conseguenza una visione generale dell’argomento, piuttosto che dei singoli passaggi. Sempre secondo queste teorie i mancini sarebbero più portati per il disegno e le attività artistiche.


Erano e sono mancini:

Barack Obama, Paul Klee, Charlie Chaplin, Robert DeNiro, Harpo Marx, Maradona, Pelé, Ayrton Senna, Valentino Rossi

La conclusione, mettendo insieme i risultati della ricerca, è che una persona mancina del segno zodiacale Gemelli è brillantemente intelligente, con una mente fertile e matematica, intraprendente, ironica, curiosa, eclettica, distratta,  emotiva, creativa, con una buona memoria (visiva) e con uno spiccato senso artistico.

Un genio.
Quando Lei scoprirà il suo lato geniale allora, e solo allora, lo comunicherà ad amici e parenti. Fino a quel momento ci crederà da sola, nel buio della sua mente.


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