Va bene, ragazze, è vero. Diventare mamme è robba forte, robba che non si può spiegare. E’ vero che guardando la propria creatura (aggettivo possessivo usato impropriamente. Le creature non sono nostre, SONO attraverso noi) si perde la ragione. E’ vero che si starebbe ore a guardarli scricchiolare, piangere, ridere, muoversi. E sono vere tutte quelle cose che le neo-mamme dicono quando cominciano a realizzare di avere figlio vedi è la cosa più bella del mondo oppure è un’esperienza magnifica”.
Tutto vero.
Però, ragazze, dài,diciamoci la verità, e diciamola per bene: avere un figlio non è una passeggiata di salute, ed il primo mese è probabilmente solo un’avvisaglia della tempesta che si scatenerà gradualmente, negli anni, fino ad arrivare alla temutissima fase adolescenziale. Fase da cui non tutti i genitori escono indenni. E neanche tutti gli adolescenti, nevvero.
Subito dopo il parto, la mamma è talmente rintontita e sotto effetto anestetico che il mondo sembra una bolla di sapone in cui i rumori sono attutiti ed il pianto dei bambini la filastrocca di una ninna nanna.
I bambini, in ospedale, sono tutti perfetti. Dormono molto e piangono poco (effetto post-anestesia?). In caso di parto cesareo, è facile scoprire di avere un ottimo rapporto con la morfina.
Quando la mamma è stanca, l’infermiera riporta il bebè nella nursery. In alcuni ospedali mamma e figlio si vedono solo per lapoppata, e nell’intervallo la mamma dorme, intrattiene i parenti e ringrazia per i doni. Un po’ come ad una festa, solo che ogni tanto ci si appisola.
Il giorno delle dimissioni, può succedere che l’infermiera della nursery dica, sorridente ed affabile, che vorrebbe che i bimbi fossero tutti così, per quanto è buono. E la puerpera, felice come una pasqua, sorride gongolando e pensando che lo sapeva! Che suo figlio sarebbe stato bravo e bello e non l’avrebbe fatta stancare poi così tanto.
Ma basta un cenno,ragazze mie, e si scatena l’inferno.
Basta entrare in casa per scoprire che tutto ciò che è successo da quando la meraviglia è nata, fino a quel momento esatto, era una pura, sfuggevole ed ingannevole illusione.
La nanna, l’allattamento, gli orari. Parole semplici fino a quando bisogna metterle in pratica.
Ma il mio tempo è scaduto: la più temibile dei capi reclamala tetta, e non c’è sindacato che tenga…